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11/14 FEBBRAIO 2018

CONGIUNTURA CRITICA PER LE CALZATURE 

"Il ciclo congiunturale sfavorevole innescato a partire dalla seconda metà del 2001 è proseguito nel corso di tutto l'anno 2002." Questa in sintesi la situazione congiunturale del settore calzaturiero descritta da Antonio Brotini, Presidente di ANCI.
'Il ciclo congiunturale sfavorevole innescato a partire dalla seconda metà del 2001 è proseguito nel corso di tutto l'anno 2002.' Questa in sintesi la situazione congiunturale del settore calzaturiero descritta da Antonio Brotini, Presidente di ANCI.

Del resto le cifre parlano chiaro. 'I dati di preconsuntivo configurano un 2002 in larga parte insoddisfacente dal punto di vista congiunturale - spiega una nota dell'Ufficio Studi di ANCI. Le aspettative della precedente nota semestrale e i risultati dell'indagine rapida sui primi 9 mesi avevano anticipato come il consuntivo dell'intero anno non potesse riservare grandi sorprese positive.'

Ed è proprio la conferma delle aspettative a rendere più preoccupante le prospettive di medio periodo. In effetti anche per il 2003 (almeno nella prima parte) il portafoglio ordini e le attese degli operatori non lasciano spazi all'ottimismo, profilando risultati non dissimili da quelli dell'anno che si è appena concluso.

'Per quanto riguarda i dati preconsuntivi - continua Antonio Brotini - la dinamica riflessiva della domanda internazionale ha inciso negativamente sui volumi produttivi e sulle politiche di prezzo. In senso assoluto, i segni negativi non destano preoccupazione sulla competitività del nostro prodotto, ma è chiaro che il perdurare di condizioni così difficili sui mercati ha finito per incidere anche sulle dinamiche occupazionali e sul ciclo finanziario incassi/pagamenti, creando ulteriori difficoltà alle imprese'.

In sintesi il quadro descritto dai dati preconsuntivi evidenzia - con riferimento al campione di aziende intervistato - un calo del 4,4% in quantità e dell'1,5% in valore della produzione. Il secondo semestre quindi è risultato anche peggiore del primo, in cui si era registrato un arretramento della produzione in quantità di circa il 3%. Ciò che preoccupa è il convergere delle indicazioni di tutte le imprese: dall'indagine di ANCI emerge che solo il 15% delle imprese intervistate ha dichiarato un aumento della produzione.

Proprio l'evoluzione del commercio internazionale rappresenta uno degli elementi di maggiore importanza nell'interpretazione di una congiuntura negativa. Negli andamenti dei singoli mercati è da ricercare la fonte principale del perdurare del ciclo negativo.

'Per quanto riguarda l'export calzaturiero, - continua Brotini - nei primi 11 mesi del 2002 si è registrato un decremento dell'8,4% in quantità e del 5,7% in valore. Particolarmente negativi i risultati in Germania, da sempre primo paese acquirente in termini di volume delle nostre calzature, dove il nostro export è sceso del 17% sia in quantità che in valore. Altrettanto negativo l'andamento delle vendite in USA (-11,7% in volume), Paesi Bassi (-15,5%), Svizzera (-17,4%), e Belgio (-7,7%). Si tratta di 5 mercati fondamentali per i nostri operatori, che nel 2001 rappresentavano ben il 46,7% in volume e il 50% in valore sul totale delle nostre esportazioni.'


Gli Stati Uniti, nei primi 11 mesi, hanno fatto registrare un calo dell'11,7% in volume (-13,8% in valore), dati certamente meno negativi rispetto a quelli del primo semestre che evidenziavano flessioni superiori al 20%. Va tenuto però conto che l'attenuazione è in parte da imputare ad un effetto statistico: i termini di confronto, ovvero i dati del secondo semestre 2001, sono particolarmente bassi a seguito del pessimo andamento delle vendite al dettaglio nei mesi successivi ai tragici fatti dell'11 settembre.

Le uniche note positive sono rappresentate dall'andamento favorevole dell'export verso Francia (+2,1% in volume e +8,8% in valore) e Spagna (+9,7% in quantità e +11% in valore), e dalla sostanziale tenuta nel Regno Unito, che, pur perdendo l'1,6% in quantità, cresce in valore (+3,3%).

'Complessivamente, - spiega il presidente di ANCI - nel periodo gennaio/novembre 2002 abbiamo venduto all'estero 303 milioni di paia (28 milioni in meno rispetto ai 331 dell'analogo periodo 2001). Così come avevamo evidenziato a dicembre, commentando i dati dei primi 8 mesi, negli ultimi 10 anni mai le esportazioni erano scese a un livello così basso.'

Sul mercato interno, le dinamiche dei consumi delle famiglie sono certamente più positive, anche se il secondo semestre dell'anno ha registrato una frenata preoccupante delle vendite. 'I consumi interni - spiega Brotini - rimangono l'unico indicatore congiunturale positivo, nonostante gli acquisti delle famiglie (cresciuti del +2,9% in volume e del +5,2% in termini di spesa nei primi 10 mesi) abbiano subito nel secondo semestre dell'anno una brusca frenata, che ha attenuato sensibilmente i promettenti tassi di crescita registrati nei primi mesi 2002.'

Nonostante questo rallentamento le importazioni continuano a registrare un trend di crescita consistente (+9,9% in quantità e +7,4% in valore); pur scontando gli effetti della delocalizzazione produttiva e il traffico di perfezionamento passivo, l'aumento dell'import è un segnale dell'aumentata competizione sul mercato. In particolare, dalla Cina sono state importate 62 milioni di paia (il 30% del totale), con un aumento del 18,9% in volume e del 4,4% in valore. Anche il Vietnam ha registrato forti incrementi, sia in quantità (+15%) sia in valore (+10,7%).

'Come abbiamo già avuto modo di sottolineare più volte, - spiega il Presidente - si tratta del 1° e 6° produttore mondiale, che anno dopo anno aumentano la propria penetrazione commerciale in Italia. Ricordo infatti che nel 1992 dal Vietnam importavamo 213mila paia di scarpe, oggi diventate 19 milioni. Per la Cina si è passati da 36 milioni del 1992 agli oltre 62 attuali. L'aumento delle importazioni dal Far East è un fenomeno esteso a tutti i mercati occidentali, e la presenza di tali produttori in alcune fiere europee rende sempre più temibile e aggressiva l'attività commerciale di questi paesi. Per contro, l'attività di supporto alle imprese per conquistare quote di mercato nella gamma alta e medio-alta non è ancora sufficiente, sia sul fronte della promozione che su quello della lotta alla contraffazione'.

In questi due ambiti l'ANCI continua da un lato ad essere di stimolo per le Istituzioni, dall'altro a realizzare specifici progetti.

'Per quanto riguarda la promozione - continua Brotini - ANCI continua e sviluppa la propria attività in modo sempre più intenso. Sul fronte della lotta alla contraffazione, su nostra iniziativa, l'Ufficio Legislativo del Ministero Attività Produttive sta elaborando un Disegno di Legge volto a proteggere il marchio di origine Made in Italy. Il Disegno di Legge sarà presentato direttamente dal Ministro Antonio Marzano nelle prossime settimane, e diventerà una delle priorità delle attività di Governo nei prossimi mesi. Inoltre, approfittando del semestre di Presidenza italiana della UE, che partirà dal 1° luglio, tale progetto di Legge verrà portato in sede comunitaria, per ottenere un`unica Direttiva per tutti i 15 Paesi membri.'

Nelle prossime settimane inoltre l'Associazione sarà impegnata ad elaborare il regolamento applicativo del Memorandum di Intesa con la Direzione Generale dell'Agenzia delle Dogane - Ufficio Antifrode stipulato nel dicembre scorso.

'Nel calendario dell'intensa attività associativa, - spiega il Presidente di ANCI - la promozione e gli eventi fieristici rimangono uno degli ambiti più importanti. Soprattutto in questo momento difficile del mercato, noi imprenditori ci aspettiamo molto da questo MICAM. Al momento le previsioni per il medio periodo non appaiono confortanti, ma la manifestazione che ANCI organizza rimane uno dei momenti imprescindibili del settore. Prova ne è che quest'anno è stato raggiunto il record di presenze: gli espositori sono, complessivamente, 1.254, di cui 203 stranieri. A fronte di un incremento globale del +4,2%, le presenze straniere sono cresciute del +28,5% rispetto a marzo dello scorso anno.'

Le previsioni per il 2003, come già sottolineato, non appaiono positive: infatti il portafoglio ordini medio delle aziende dell'indagine ANCI, comprensivo dei riordini, è posizionato sostanzialmente sugli stessi livelli reali del periodo precedente (+0,4% nell'ultimo trimestre 2002).
Sono soprattutto i grandi mercati a deludere: la Germania sembra avviarsi ad un altro anno di recessione (-5% gli ordinativi nell'ultimo trimestre), gli USA sono invece penalizzati dalla dinamica del cambio (-0,7%) mentre il mercato giapponese conferma il persistere di una dinamica negativa (-0,6%). Risultati più interessanti arrivano invece da altri mercati: complessivamente gli altri Paesi dell`Unione Europea registrano campagne ordini favorevoli (+2,4%), così come l'aggregato residuale degli 'altri paesi' (+4%).

'Gli elementi positivi che emergono dalla rilevazione - conclude Brotini - consistono nella percezione differenziata degli operatori rispetto allo scenario di medio periodo: dietro al valore medio si nasconde infatti una differenziazione delle aspettative che può risultare un primo segnale di un maggior dinamismo della congiuntura. E' tuttavia evidente che il condizionamento rispetto al profilarsi della guerra rimane molto forte e rende difficile, se non impossibile, qualunque valutazione sul futuro.'
Scarica l'allegato: cs_03_ecoistituzionale_03-03.pdf


Pubblicato il 03/20/2003



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