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11/14 FEBBRAIO 2018

Osservatorio 

ARMANDO POLLINI
ARMANDO POLLINI DESIGN
Amministratore Unico
Ci troviamo a dover fronteggiare un periodo di transizione, segnato da difficoltà oggettive, che tuttavia dovrebbe preludere ad una fase di maggiore entusiasmo, verosimilmente nella Primavera/Estate 2003. E` necessario lavorare su piani distinti: da una parte offrire soluzioni
fresche ed innovative nelle collezioni, e dall`altro fare leva sulla sfera emotiva infondendo una rinnovata fiducia nella clientela.

SARA GALLI
BRUNATE
Direttore Commerciale / Sales Manager
Si nota su tutti i mercati un generale ritorno al classico 'per non rischiare' in una generale situazione di pessimismo sui dati di vendita finale. Pessimismo anche e soprattutto dovuto al generale aumento dei prezzi in seguito all'introduzione dell'euro.

In particolare non si registrano ancora segnali di ripresa nei maggiori e tradizionali mercati di sbocco, Germania, USA, Giappone, mentre discreti riscontri si hanno in paesi vicini all'Italia quali Svizzera e Austria, che comunque non sono in grado di assorbire le perdite sugli altri mercati.
Per quanto riguarda il mercato italiano, a causa delle grosse perdite subite dalla distribuzione per la pessima vendita estiva, si prevede una ulteriore flessione.

MASSIMO MARTINOLI
CAIMAR
Amministratore Unico / Sole Administrator
Relativamente al secondo semestre 2002 rileviamo un buon andamento nel mercato USA, soprattutto per la scarpa griffata di target lusso. In modo particolare una forte richiesta di stivali.
Il mercato europeo non dà segnali positivi e riconferma una situazione stagnante che persiste da alcune stagioni. Il Far East da soddisfacenti segnali dal Giappone, mentre rimane abbastanza calmo nelle cosiddette 'tigri', Hong Kong incluso.
La Cina continua a rimanere una bella speranza senza concreti risultati nel breve termine.
Questa nostra valutazione si riferisce al segmento calzatura donna lusso in cui noi operiamo.

PASQUALE PISANO
CALZATURIFICIO GI. PI.
Amministratore Unico / Sole Administrator
Obiettivo: incrementare l'export.
Ma la congiuntura economica rischia di frenare la crescita.
L'apprezzamento dell'euro rischia di rallentare la ripresa delle esportazioni attesa anche nel nostro comparto, dopo l'inevitabile flessione seguita ai fatti dell'11 settembre. Ciò malgrado, in Campania contiamo di recuperare qualche posizione ripristinando una tendenza virtuosa a espandere la quota complessiva di fatturato derivante dalle esportazioni, anche in conseguenza di una ricerca costante di nuovi segmenti di mercato in aree sicuramente non sature, come l'Est Europa.
Non ci aspettiamo sensibili miglioramenti dalla domanda interna, almeno non entro la fine dell'anno.

ANGELO TOTAGIANCASPRO
CALZATURIFICIO JEANNOT'S
Trade Marketing Manager

Il settore calzaturiero, globalmente considerato, ha subito sul piano produttivo grandi scossoni. Analizzando l`ultimo anno, il monitoraggio conferma ancora una volta che, l`andamento della produzione industriale è improntato al rallentamento.
Se la tendenza di tale dato dovesse ulteriormente trovare conferma, nei prossimi mesi, molte aziende potrebbero trovarsi in seria difficoltà.
Il settore non ha superato il punto di svolta negativo ma soprattutto, non ha ancora intrapreso la strada verso l`uscita dalla crisi economica che lo ha colpito.
L`andamento della produzione nella prima metà del 2002 è risultato in flessione rispetto al periodo precedente.
Il periodo di produzione futura ripone la maggior parte delle proprie attese nell`auspicato positivo esito delle fiere di settore. In primis il Micam di Milano che ha ormai acquisito lo status di fiera di riferimento a livello mondiale nel segmento medio-fine, fine.
Per quanto riguarda i prezzi delle materie prime e dei materiali necessari alla produzione, pur sussistendo casi di movimenti dei prezzi in ambedue i sensi, la generalità dei fornitori ha consentito al mercato di operare in condizioni di stabilità.
In verità, una lodevole nicchia di fornitori, comprendendo le ragioni della crisi calzaturiera, ha predisposto le opportune soluzioni tecniche tali da consentire un contenimento dei prezzi.
Nel complesso, il grado di utilizzo della capacità produttiva continua a permanere su livelli poco esaltanti: le imprese, in media, utilizzano gli impianti al di sotto dell`80% della capacità produttiva totale.
Il flusso degli investimenti da parte delle imprese calzaturiere, mostra normalmente un`evoluzione nel tempo marcatamente variabile e in quest`ottica va quindi inquadrato anche l`andamento degli investimenti.
Il recente blocco del credito d`imposta provocherà un preoccupante rallentamento degli investimenti che al contrario si rendono opportuni per ottenere efficienza produttiva ed una maggiore qualità.
Le prospettive future riguardanti l`andamento del settore richiederanno un`organizzazione aziendale innovativa e flessibile, volta ad accogliere un maggiore frazionamento temporale degli ordini ed un`appropriata programmazione per i riassortimenti rapidi.


NICOLA TUPPUTI
CALZATURIFICIO SPEED SHOES
Amministratore Unico / Sole Administrator

Il mercato risulta disturbato da importazioni anche non controllate da parte delle dogane europee per prodotti di calzature provenienti da paesi del sud-est asiatico che inquinano il mercato con prezzi bassissimi. Non si spiegherebbero gli oltre 6 miliardi di produzione di calzature dell'anno scorso provenienti da questi paesi se non esclusivamente grazie ad un prezzo concorrenziale.
Va da sé che l'industria calzaturiera italiana soffra anche in questo segmento di mercato da sempre presidiato dal 'made-in Italy'. E' necessario valutare attentamente la provenienza dei prodotti, controllarne l'ingresso e non più indugiare sull'attuazione delle regole sociali.

RENATO CURZI
LINEA MARCHE
Amministratore Delegato / Managing Director
Nessun mercato è in crescita, a parte l'area del Far East, in particolare per ciò che concerne le grandi corporation.
Secondo me i consumi del mercato americano ed europeo saranno ancora oggetto di recessione. Le calzature continueranno a vivere un periodo 'buio' ed è molto difficile prevedere come andrà il secondo semestre 2002.
Tutto è troppo anticipato e si brucia troppo velocemente, oltre al fatto che il consumatore è influenzato dalla situazione economica mondiale.
In momenti così difficili del mercato è importante continuare ad essere fiduciosi ed entusiasti, ma soprattutto propositivi, migliorare la tempistica delle collezioni e soprattutto velocizzare l'organizzazione aziendale per rispondere just in time alle veloci esigenze del mercato.

CLETO SAGRIPANTI
MANAS
Direttore Generale/Managing Director
Escludendo i riassortimenti per la stagione Autunni/Inverno 2002 (normalmente intorno al 15% del venduto), si può già tracciare il consuntivo del secondo semestre 2002.
Il periodo di forte rallentamento segnalato nel primo semestre si conferma anche nel secondo periodo in particolare in mercati come quello USA, la Germania (in calo ormai da 5/6 anni) e l'Europa dell'Est (arrivano i primi segnali di rallentamento). In generale la flessione della produzione nel 2002 potrebbe arrivare anche a punte di -20%.
Segnali positivi si prevedono invece per il mercato interno (soprattutto per il 2003), ed il mercato asiatico.
Sono previsioni di carattere generale, non aziendale.

FAUSTO BALLIN
MODA DI FAUSTO
Titolare / Owner
Posso dire, forse in maniera scontata, che le previsioni sull'andamento del prossimo semestre non sono tra le più rosee, ci si aspetta infatti una stagione di contenimento in attesa di tempi migliori.
Tutti i mercati hanno la stessa tendenza, più o meno stazionaria. Ricordiamo poi tutti la crisi cominciata nei primi anni '90 dalla Guerra del Golfo…

ALBERTO GUARDIANI
NUOVA CENTAURO
Titolare / Owner

Il mercato risulta essere in una situazione di generale contrazione, e ciò, oltre ad essere causato dalle varie crisi politiche, economiche e finanziare, è enfatizzato, nel settore calzaturiero, da un'offerta decisamente esuberante rispetto alla domanda.
Tale problematica, se aggiunta al forte aumento dei prezzi dei prodotti di livello alto e da una diminuzione dei consumi, fa sì che le aspettative per i prossimi mesi del 2002 non siano affatto positive.
In particolare, prevediamo una contrazione nel mercato interno e di quello europeo, dove appunto si registra una presenza più ampia di prodotti di livello alto.
Previsioni di mantenimento dei volumi di vendita si hanno invece per quanto riguarda il mercato russo, arabo e statunitense, dove tale risultato sarebbe più che positivo.
Eventuali possibilità di crescita vanno invece ricercate nei mercati emergenti (come alcuni paesi dell'Africa e dell'America Latina), dove anche la minima crescita della domanda verrebbe comunque accompagnata da un'offerta più ridotta di tali prodotti, destinati comunque ad una distribuzione di nicchia.

ADRIANO SARTOR
STONEFLY
Amministratore Delegato / Managing Director
La stagione vendite sell-in nell'Autunno/Inverno 2002, in generale per tutti i mercati europei ad eccezione della Spagna, è stato inferiore alla precedente corrispondente stagione Autunno/Inverno 2001.
I clienti stanno operando una consistente scrematura delle aziende su cui puntare. Questo si tramuta sul mercato in aziende che vanno bene, anche in qualche caso in crescita, ed altre che registrano in molti casi una debolezza.
Per le persistenti incertezze economiche generali c'è una profonda paura per il sell-out del secondo semestre 2002.
Questo problema si traduce in un aumento, anche se per il momento non allarmante, degli insoluti. Difficile la situazione in Germania dove emotivamente pesa di più l'incertezza economica generale.
La Russia va bene e può mitigare il generale trend al ribasso dell'Unione Europea.
Gli Stati Uniti, dopo il crollo della corrispondente stagione Autunno/Inverno 2001, danno segnali di ripresa nei consumi e quindi negli acquisti.
Stabile l'Estremo Oriente ad eccezione di Hong Kong dove pesa l'esplosione economica della Cina. Buono quindi quest'ultimo mercato, ma non travolgente al momento per quanto riguarda le calzature italiane.
Scarica l'allegato: Osservatorio Observer.pdf


Pubblicato il 09/19/2002



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