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11/14 FEBBRAIO 2018

TEMPI LUNGHI PER LA RIPRESA 

ANCORA RINVIATO IL RILANCIO DEL SETTORE CALZATURIERO Le cifre parlano chiaro: non si tratta di recessione come nei momenti bui del biennio `92-`93, ma la negatività coinvolge ora anche i valori e non soltanto le quantità.
Si rimanda di mese in mese e il nuovo ciclo positivo per il settore calzaturiero sembra non arrivare. Se all`inizio dell`anno c`era chi sosteneva che la fine dell`estate avrebbe coinciso con un nuovo ciclo economico positivo per il settore, oggi le aspettative degli operatori sembrano convergere sull`idea che solo il 2003 potrà portare novità nella congiuntura del settore.
Le cifre parlano chiaro: non si tratta di recessione come nei momenti bui del biennio `92-`93, ma la negatività coinvolge ora anche i valori e non soltanto le quantità.
'I dati di interscambio commerciale - spiega Antonio Brotini, presidente di ANCI - ci segnalano una rilevante negatività, che ha inciso, nel periodo gennaio/maggio 2002 rispetto ai primi 5 mesi 2001, non solo sulle quantità esportate (-13,6%) ma anche sul valore (-8,1%). A fronte di questi due dati negativi, anche il positivo +6,3% del prezzo medio unitario non ci allontana dalla conclusione di un sostanziale 'impoverimento' delle nostre esportazioni.'

Anche valutando con cautela variazioni così negative (i dati si riferiscono ad un periodo di 5 mesi ancora troppo limitato per trarre conclusioni definitive sulla congiuntura di fine anno), è ormai evidente che il 2002 difficilmente potrà chiudere con un dato congiunturale positivo.
Del resto le analisi dell`ANCI avevano già segnalato le variabili più critiche per la congiuntura del settore:
· il rafforzamento dell`Euro nei confronti del dollaro ha chiaramente enfatizzato gli effetti già negativi del momento economico non brillante degli Usa
· la negatività del mercato tedesco non può che rendere pessimisti sulla possibilità di veder mutare dinamiche riflessive sui mercati esteri
· il prodotto moda ed in particolare quello calzaturiero è fortemente sensibile al clima congiunturale: la domanda appare infatti legata intrinsecamente non soltanto alle condizioni economiche del presente, ma soprattutto alle aspettative di breve termine. Il continuo rinviare del nuovo ciclo economico ha compresso gli acquisti più di quanto ci si potesse aspettare rispetto al mutato potere di acquisto delle famiglie.

In effetti la condizione di attesa sembra essere una costante comune a tutti i mercati, con poche eccezioni: 'Queste conclusioni sono confermate, e se vogliamo peggiorate, - continua Brotini - dai dati relativi alla Germania (-23,7% in volume, con un calo in valore del -19,4%); dagli USA (con un -22,8% in quantità e un -23% in valore) e anche dalla Russia, considerata negli ultimi tempi come mercato emergente, che ha visto una contrazione del -17,2% in volume a fronte di un modestissimo incremento in valore (+2,8%).'

Se il clima internazionale non sembra promettere sostanziali modifiche nel breve periodo, il mercato nazionale sembra aver mantenuto livelli di spesa al di sopra della media degli altri paesi europei.
Come spiega la nota congiunturale dell`Ufficio Studi di ANCI 'nei primi sei mesi dell'anno la domanda interna è cresciuta in modo non trascurabile (+6,7% in quantità), anche grazie a politiche di prezzo oculate, con un incremento del +8,6% in termini di spesa. La dinamica dei consumi interni sembra quindi essere stata una delle poche valvole di sfogo per le imprese in questo periodo non felice dal punto di vista congiunturale, anche se la ripresa delle importazioni ha reso senza dubbio ancor più agguerrita la concorrenza dei competitor esteri sul mercato italiano.'
Una dinamica più premiante sul mercato interno è giustificata soprattutto dalla notevole attenzione che la moda sta riservando all`accessorio, e soprattutto alla calzatura, ma deve scontare anche una ripresa significativa delle importazioni, segnale inequivocabile del riaccendersi della competizione sul fronte del prezzo.

'Se spostiamo lo sguardo dall'esportazione all'importazione - continua il presidente dell`ANCI - rileviamo un forte aumento, sia in quantità che in termini di valore, nell'ordine del +10%. Tali dati, pur non depurati delle cifre legate ai processi di delocalizzazione nell'Est europeo e Nord Africa con successiva reimportazione, ci obbligano a registrare una crescita delle capacità di penetrazione sul nostro mercato dei produttori asiatici, che vanno peraltro progressivamente migliorando il rapporto qualità/prezzo dei loro prodotti allargando dunque la loro aggressività anche su calzature di fascia media.'

'La significatività in negativo dei dati di import e di export - spiega Antonio Brotini - è confermata dal saldo della bilancia commerciale settoriale dei primi 5 mesi, che, pur rimanendo attivo per oltre 1.850 milioni di euro, registra un calo del -15,8% in valore. In termini di quantità la flessione è stata addirittura del -44,7%'.

Proprio in considerazione delle aspettative non positive in ambito congiunturale, ANCI ha sollecitato le imprese associate da un lato, e le istituzioni dall`altro, a lanciare segnali forti verso il mercato.
'E' chiaro che, su questo sfondo, - spiega Brotini - il ruolo e le politiche delle singole aziende poco o nulla possono per far invertire significativamente tale tendenza; ma è altresì chiaro che tale clima accelererà un processo di 'selezione-diversificazione' su cui invece le singole politiche aziendali possono incidere.'

'In questo panorama in cui il dinamismo delle scelte aziendali diventerà sempre più un fattore di successo non possiamo non lanciare un forte richiamo ad un ritorno della politica industriale, ad esercitare sino in fondo il proprio ruolo. In questo contesto appoggiamo pienamente la recentissima proposta del ViceMinistro per le Attività Produttive, On. Urso, il quale, in occasione della prossima Finanziaria ha chiesto nuovi fondi per la promozione 2003, con un aumento di circa il 7%.'

Sempre per contrastare il calo delle esportazioni sono stati richiesti e ottenuti una serie di fondi per aree territoriali strategiche per l'Italia come la Cina e la Russia. Verso quest`ultimo paese, risorsa commerciale degli ultimi anni per i calzaturieri italiani, le esportazioni dei primi cinque mesi sono diminuite del 17,2% in volume a fronte di un modesto incremento in valore (+2,8%).

'Ringrazio pubblicamente il ViceMinistro Urso - conclude Brotini - per l'impegno nel potenziamento delle attività dell'ICE e per il rilancio di organismi quali SACE, SIMEST e FINEST, che diventeranno sempre più utili strumenti al servizio dell'internazionalizzazione delle imprese calzaturiere.'
Scarica l'allegato: Istituzionale Sett 2002.pdf


Pubblicato il 09/19/2002



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