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11/14 FEBBRAIO 2018

CONTINUANO I SEGNALI DI RIPRESA PER IL SETTORE CALZATURIERO 

I DATI PRECONSUNTIVI DEL 2000 CONFERMANO LA SVOLTA CONGIUNTURALE
Gli indicatori reali confermano la svolta del ciclo economico per il settore calzaturiero: dopo quasi quattro anni, il 2000 si chiuderà con una variazione positiva sia in riferimento alle quantità prodotte sia al valore della produzione. Il mantenimento di livelli di domanda positivi sul mercato interno e soprattutto la ripresa della domanda estera, hanno creato spazi per politiche di prezzo più premianti per i produttori del made-in-italy. Positivi gli effetti sul ciclo dei pagamenti e ovviamente sulle aspettative degli operatori che sembrano indicare più ottimismo rispetto al recente passato. Antonio Brotini, presidente di ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, sintetizza così gli elementi di novità rispetto ai dati precedenti: 'Già commentando i dati relativi ai primi nove mesi dell'anno, avevamo annunciato il cambiamento nell'intonazione del mercato. I nuovi elementi conoscitivi riportati nei dati preconsuntivi del 2000, ci confermano che non si tratta di un vento passeggero, ma di una vera e propria svolta.' L'indagine dell'Ufficio Studi di ANCI, ha infatti evidenziato che nel secondo semestre la produzione calzaturiera è aumentata in quantità di circa il 2,8. Tenuto conto della variazione del primo semestre, il preconsuntivo di fine anno registra un incremento medio del 2,2%. Le prospettive timidamente ottimistiche espresse nella prima indagine semestrale si sono dunque confermate, in alcuni casi anche al di là del previsto. 'Una produzione cresciuta del +2,2% in quantità su base annua - continua Brotini - e una crescita in valore del 6%, ci mettono di fronte ad una decisa inversione di tendenza del ciclo, con una ricostruzione, in positivo, delle dinamiche produttive e con il riequilibrio della bilancia commerciale supportato in modo consistente dai profili della domanda estera.' Ad ulteriore conferma del nuovo clima economico, l'andamento dei prezzi segue di pari passo il ritrovato tenore della domanda evidenziando tassi di incremento tipici delle fasi espansive: nel 2000 i dati di ANCI indicano aumenti di prezzo anche superiori al 4% sui mercati esteri, mentre su quello interno la pressione concorrenziale dei produttori stranieri ha contenuto l'aumento a 'solo' il 3,2%. Peraltro nei primi dieci mesi del 2000, sono state acquistate in Italia circa 133 milioni di paia di scarpe per un valore di circa 8.170 miliardi di lire. Sia in quantità che in valore si sono registrati incrementi significativi (+1,9% e +7,2% rispettivamente). Una tendenza che sembra aver premiato maggiormente la donna rispetto all'uomo e al bambino, segmenti nei quali tende a prevalere l'utilizzo della scarpa sportiva. 'Il mercato interno - aggiunge il presidente di ANCI - ha confermato soddisfacenti segnali di tenuta anche perché il consumatore è spesso disposto a riconoscere un premium price alla qualità della scarpa italiana, una qualità estetica, di materiali e di fattura che in molti segmenti produttivi non ha rivali.' 'Per un settore che esporta quasi l'80% delle propria offerta, - sottolinea Brotini - è però evidente che il clima economico internazionale ricopre un'importanza fondamentale nel determinare il ciclo congiunturale. Lasciate alle spalle la crisi asiatica e quella russa, oggi i mercati esteri sembrano tornati ad acquistare scarpe italiane' I dati Istat relativi all'interscambio dei primi dieci mesi del 2000, confermano le indicazioni dell'indagine congiunturale di ANCI. Le esportazioni sono aumentate del 16,3% in valore e del 3,7% in quantità a fronte di un incremento di prezzo medio superiore al 12%. A trainare il settore sono soprattutto i prodotti in pelle/cuoio che hanno fatto registrare aumenti nei livelli della domanda nell'ordine dell'8,4% in quantità e del 19,4% in valore. Nel complesso nel periodo gennaio-ottobre 2000 si sono esportati oltre 11 milioni di paia e 1.530 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. 'L'ottimismo che deriva dall'osservare una ripresa in molti dei paesi in crisi nell'ultimo biennio, - spiega Brotini - è però moderato da un andamento dei mercati europei, ed in particolare dalla Germania, non del tutto positivo. Il ritorno all'acquisto da parte dei consumatori del Far East e dell'Est Europa oltre che il rafforzamento dell'espansione sul mercato nordamericano, non sono stati accompagnati da un'analoga tendenza su tutti i mercati europei. Permangono situazioni diverse in cui se Spagna, Belgio e Paesi Bassi mostrano variazioni positive, Germania e Portogallo denunciano andamenti deludenti, mentre Gran Bretagna e Francia non sono ancora usciti da una situazione di sostanziale stagnazione.' Intensità e durata del nuovo ciclo sembrano quindi dipendere strettamente dalla capacità dei mercati europei ed extra-europei di 'sostituirsi' alla domanda nordamericana che dovrebbe conoscere, nel corso di quest'anno, un rallentamento. 'E' ormai evidente - aggiunge Brotini - come le aziende del nostro settore debbano essere sempre più pronte ad adattarsi a repentini mutamenti di scenario. Sono in corso profondi cambiamenti, sul piano delle tecnologie, delle scelte di mercato, delle politiche di servizio al cliente, che letteralmente investono e modificano le singole realtà aziendali come dimostrano le recenti acquisizioni da parte di importanti firme della moda. Si tratta di un fenomeno positivo poiché, come è stato sottolineato più volte nei nostri incontri associativi, l'obiettivo dei prossimi anni per le aziende calzaturiere è la crescita dimensionale'. 'Proprio per migliorare la riflessione in ambito associativo - continua il presidente di ANCI - abbiamo avviato, con la costituzione di un Centro Studi per le Politiche Settoriali, un'impegnativa ricerca sugli scenari 2002-2006 per il settore. Allo stesso tempo stiamo portando avanti un progetto integrato di formazione rivolto al settore calzaturiero ed ai suoi fabbisogni. Si tratta di una serie di iniziative che abbracciano il mondo della scuola e della formazione scolastica a tutti i livelli e di un programma di attività rivolte ad accrescere la creazione e la diffusione della conoscenza all'interno del settore.' 'Se il 2000 sembra chiudersi in modo positivo dal punto di vista economico, - conclude Brotini - anche sul fronte della rappresentanza e della promozione del settore ANCI non può che guardare con soddisfazione all'attività dello scorso anno. Il provvedimento sull'etichettatura delle suole, la legge di finanziamento delle reti informatiche del sistema moda, il piano di promozione messo a punto nell'ambito del Tavolo TAC del Ministero dell'industria, nonché le iniziative promozionali in collaborazione con ICE in Brasile e Russia sono tutti risultati dei rapporti istituzionali e di collaborazione che ANCI ha saputo attivare.' Scarica l'allegato:


Pubblicato il 03/02/2001



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