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11/14 FEBBRAIO 2018

QUALITÀ E RICERCA - LE LEVE COMPETITIVE DELL'INDUSTRIA CALZATURIERA ITALIANA: Le attività dell'ANCI a supporto delle imprese 

Si è concluso un anno pieno di novità per il settore calzaturiero. Nel 2000 tutti gli indicatori sono tornati in positivo. Il valore della produzione è aumentato a 16.011 miliardi di lire in crescita rispetto al '99 dell'11,5% a fronte di un incremento qu
Si è concluso un anno pieno di novità per il settore calzaturiero. Già gli appuntamenti fieristici della fine del '99 avevano fatto presagire che il clima congiunturale stava cambiando in meglio e che i momenti più bui della crisi erano ormai alle spalle. Nel 2000 tutti gli indicatori sono tornati in positivo. Il valore della produzione è aumentato a 16.011 miliardi di lire in crescita rispetto al '99 dell'11,5% a fronte di un incremento quantitativo del 2,3% per un totale di 389,9 milioni di paia.

'Una congiuntura positiva rispetto all’ultimo triennio, - spiega Antonio Brotini, presidente di ANCI – che ha consentito alle imprese italiane di aumentare i propri margini sia sul mercato interno che su quello estero a fronte di una dinamica inflattiva tornata finalmente in linea con il resto del settore moda. Si tratta di un ulteriore segnale della specializzazione prevalente del calzaturiero italiano sempre più orientato alla qualità piuttosto che alla quantità'.

Sulla domanda interna ha pesato favorevolmente una tendenza moda meno minimalista in cui soprattutto le consumatrici hanno ritrovato interesse per le calzature. I consumi interni sono aumentati a 190,5 milioni di paia con un incremento dello 0,6% a fronte di una crescita della spesa di quasi il 6% per un totale di 6.054 miliardi di lire.

Sui mercati esteri, l'incremento delle vendite è stato ancora più consistente: in valore le esportazioni sono aumentate del 16,2% e del 4,5% in quantità arrivando a quota 362,4 milioni di paia e 12.790 miliardi di lire.

A trainare il fatturato estero è stata la vigorosa crescita delle esportazioni negli Stati Uniti diventati in termine di volume il secondo paese cliente dopo la Germania e prima della Francia, ed il primo mercato in termini di valore.

'I dati del 2000 - continua Brotini - hanno confermato che il calzaturiero italiano non ha perso le proprie fondamentali “chances” competitive. Si tratta ora di vedere se tale anno potrà essere ricordato come una episodica inversione di tendenza, o se, invece, ha segnato un vero e proprio punto di svolta affidabile e consolidato. Occorre non arrestare il processo di internazionalizzazione commerciale, presidiando i nuovi mercati così come a suo tempo facemmo negli Usa. Per questo le iniziative inquadrate nella seconda fase dell'Accordo di settore sono da intendersi come un investimento sul futuro.'


'Nei giorni scorsi abbiamo firmato, - continua Brotini - insieme al Ministero del Commercio Estero e all’ICE, la seconda intesa operativa nata dall’accordo di settore dello scorso anno.
L’intesa fa perno su due importanti progetti di promozione su altrettanti mercati, Brasile e Singapore, che rappresentano le teste di ponte per due aree commerciali fondamentali come l'America Latina e l'area asiatica che comprende Malaysia, Indonesia, Filippine e Tailandia
'

Le prime tappe del programma prevedono in Brasile una partecipazione alla manifestazione Francal del 16 luglio prossimo e a Singapore nel prossimo mese di ottobre, un Workshop aperto ad aziende di livello alto e medio alto.

La dinamica congiunturale, pur nella sua positività, ha messo in luce la continua crescita della competizione internazionale sul mercato mondiale. Un fatto registrato anche in Italia dove le importazioni sono aumentate del 7,5% in quantità e del +23,9% in valore, attestandosi a 196 milioni di paia, per 3.478 miliardi di lire.

Ancora una volta i principali Paesi fornitori sono risultati Cina (54,1 milioni di paia), Romania, con 36,3 milioni di paia (che si è anche confermata il Paese in cui si realizza la maggiore quantità dei processi di decentramento produttivo e traffico di perfezionamento passivo) e il Vietnam, con 15,2 milioni di paia.

'La risposta dell'industria calzaturiera italiana al crescere della competizione internazionale - spiega il Presidente di Anci - non può che essere quella della qualità e della ricerca. Per questo la nostra strategia associativa si è concentrata su due cardini fondamentali: la formazione e gli enti di ricerca e certificazione.'

'Nel primo ambito - spiega Brotini - Anci ha dato il via ad un processo di razionalizzazione dell’offerta formativa esistente, mettendo a punto un progetto di costituzione e riconoscimento di tre centri formativi di riferimento. I centri individuati sono il Polimoda di Firenze, il Politecnico Calzaturiero, presso il Centro Veneto Calzaturiero e Scam/Universita’ di Ingegneria di Ancona. Per quanto riguarda la qualità di prodotto e di processo, Anci opera da tempo come promotore e finanziatore del CIMAC, istituto che ha ormai raggiunto una credibilità internazionale e una autonomia finanziaria, diventando punto di riferimento, in Italia e in Europa, per l'elaborazione di proposte normative oltre che per la sua attività ordinaria di centro qualità”.

Il rafforzamento della dinamica congiunturale non deve indurre in facili entusiasmi: le indicazioni per i primi due mesi del 2001 rimangono positive con incrementi nelle esportazioni del 25,9% in valore e del 17% in quantità che rappresentano però solamente il recupero dei livelli pre-crisi del '97. Per ora si può solo parlare di normalizzazione piuttosto che di un rinvigorimento della capacità esportativa.

Ancora più evidente è la crescita dell’import che registra un incremento del +17,6% in volume e del +35,7% in valore.

La crescita dell'offerta proveniente dai paesi asiatici - spiega Brotini -, ripropone con forza il tema della lotta alla contraffazione. In questo ambito Anci ha conseguito importanti risultati, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, del Decreto Ministeriale che sancisce la possibilità per i fabbricanti di suole di apporre la dicitura “suola prodotta in Italia” esclusivamente nella parte interna. Questo provvedimento è un passo in avanti nella corretta informazione al consumatore che è oggi un valore sempre più riconosciuto dagli acquirenti di calzature. Anci continuerà ad essere impegnata nell'individuare i più adeguati strumenti di tutela della produzione Made in Italy'.

I risultati che ha ottenuto anche quest'anno il calzaturiero italiano, con oltre 9.312 miliardi di lire di saldo commerciale, indicano che anche alle soglie del nuovo decennio le imprese italiane hanno importanti leve competitive da far valere in ambito internazionale, in uno scenario che, tuttavia, si sta modificando sempre più rapidamente.
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Pubblicato il 06/04/2001



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